La storia del Ghana è la storia di tante nazioni del continente africano. Stati (e Nazioni) creati a tavolino dagli occidentali, con righello e matita, secondo logiche – spartitorie – di potenza. E così il Ghana, e il confinante Togo, sono stati centri d’interesse per Germania e Inghilterra.
Passano gli anni, e il Ghana raggiunge l’indipendenza il 6 marzo 1957. Per una strana coincidenza, trent’anni dopo, il 6 marzo 1987, nasce Kevin-Prince Boateng, a Berlino, da madre tedesca e padre ghanese. Il ragazzo se la cava bene con il pallone tra i piedi, è un ottimo centrocampista: cresce calcisticamente nell’Herta Berlino e nel 2006 viene eletto giovane dell’anno della Bundesliga. Fa la spola tra Bundesliga e Premier, campionato che quest’anno lo ha visto protagonista, tra le fila del Portsmouth. La sua esperienza con la nazionale tedesca comincia con la rappresentativa Under 15, nel 2001, per proseguire fino all’Under 21, che abbandonerà nel 2007. Ciononostante, il 29 maggio 2010 accetta la chiamata della nazionale ghanese, e parte per il Sudafrica.
Nulla di straordinario, fin qui, se non fosse per il fatto che Kevin-Prince ha un fratello, Jerome, nato nel 1988 e anch’egli cresciuto nell’Herta Berlino. Dopo tre stagioni all’Amburgo, pochi giorni fa è stato acquistato dal Manchester City. Anche per lui, la trafila nelle rappresentative teutoniche giovanili è lunga. Con un’unica differenza: il 10 ottobre 2009 esordisce in nazionale maggiore, contro la Russia, nella gara che regalerà ai tedeschi la qualificazione ai Mondiali. Anche Jerome è partito per il Sudafrica, con la Lufthansa, però.
Ma la storia non finisce qui. Facciamo un passo indietro. Il 14 maggio 2010 si gioca la finale di F.A. Cup, tra Chelsea e Portsmouth. Ballack sarà costretto ad abbandonare il campo anzitempo. L’entrata fallosa è di Kevin-Prince, che colpisce duro la caviglia del capitano della Germania, costretto a dover rinunciare al Mondiale. Due settimane dopo Boateng accetterà l’offerta della nazionale africana: non è scoppiato un caso diplomatico, ma poco ci è mancato:
C’era intenzionalità nel fallo di Boateng – hanno fatto sapere gli avvocati del centrocampista tedesco – e per questo chiederemo una perizia giuridica per ottenere eventuali sanzioni civili e penali.
C’è il mio fallo da un lato e il suo schiaffo dall’altro, e credo che il comportamento scorretto è di gran lunga peggio di un fallo. – sono le parole di Boateng a ‘Bild’ – Ballack davvero mi sorprende. Si lamenta per settimane quando Podolski lo schiaffeggia e poi glissa su se stesso. Lui non è migliore di Podolski. Che tipo di comportamento è questo? Il suo è stato chiaramente un comportamento violento. Se lo avessi fatto io, sarei stato bandito per anni. Ecco perché ho lasciato la Germania per rappresentare il Ghana.
Bene, veniamo al mondiale. Germania e Ghana si sono ritrovate assieme nel girone D. Entrambe hanno concrete possibilità di passare il turno, e potrebbe essere decisiva l’ultima partita, che le vedrà affrontarsi: 23 giugno, ore 20.30, assolutamente da non perdere.
Il battibeccho tra Boateng e Ballack, schiaffo compreso:
La brutta entrata di Boateng, che costerà il mondiale a Ballack:
S.C.
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