Archivio delle Categorie: Curiosità

Finalista che vai, regina che trovi

Ce la vedete la regina Elisabetta d’Inghilterra che si fa un tour dopo partita negli spogliatoi dei “bianchi maestri”? Direi di no.  Con la Spagna, e la regina Sofia, capita anche questo invece.

La presenza dei reali di Spagna sugli spalti dello stadio quando gioca la Roja non è una novità. C’erano due anni fa quando gli iberici trionfarono agli Europei. E c’erano, purtroppo per loro, anche qualche settimana fa quando la Spagna esordì in Sudafrica, con il passo falso contro la Svizzera.  Indiscrezioni giornalistiche danno presente la regina anche domenica, in rappresentanza di tutto il paese, laddove  Zapatero e i vertici del governo dovrebbero rimanere a casa.

Alla loro di regina (Beatrice) si rivolgono, invece, il cantante olandese Guus Meeuwis e il suo compatriota comico Youp van’t Hek in questa singolare canzone tv di grande successo al momento nei Paesi Bassi.  Suggeriscono alla sovrana di trovarre uno spazio in agenda per domenica, perché forse dovrà celebrare insieme ai suoi sudditi il trionfo mondiale dei Tulipani.

M.D.

Pepe pereppe pè

Sia che vi siate fatti due risate, sia che abbiate inveito contro i tedeschi, guardando Nur Italien Nicht, ora potete godervi (anche) questo:

Paul il polpo

In Inghilterra, paese che ama scommettere, avere informazioni e statistiche accurate sull’oggetto o evento del proprio “investimento ad alto rischio” è fondamentale.

Il Guardian, a questo scopo, ha dedicato ai Mondiali in Sudafrica una parte della suo datablog, una repository gratuita di dati per fare analisi e infografica più o meno serie sui temi più diversi.

Dal datablog si possono adesso scaricare dati “crudi” sulle performance di tutte le squadre che hanno giocato a questi mondiali oppure si possono leggere le analisi già fatte da Opta che ha tradotto i dati in percentuali probabilistiche di vincita.

Ma se voi alla statistica, nota versione scientifica della menzogna, non ci volete credere, potete sempre affidare il pronostico a Paul, il polipo del Sea Life aquarium di Oberhausen in Germania. Prima di ogni partita vengono immerse nella sua vasca le due bandiere delle squadre in campo e lui si sdraia mollemente su una o l’altra a indicare il vincitore.

Sembra che abbia azzeccato tutti gli ultimi cinque risultati!

E.B. – anche – per I mondiali come non li avete mai letti.

Tutti tedeschi appassionatamente

“L’integrazione, la miscela di differenti culture, sono il vero punto di forza della nazionale di calcio della Germania che insegue il sogno mondiale”.

Sono parole di Franz Beckenbauer che, con la nazionale tedesca,  è riuscito a vincere i Mondiali sia da calciatore che da allenatore. Una nazionale che, come spiega il Kaiser, attualmente è lo specchio della grande integrazione che ha cambiato il volto della popolazione tedesca. I vari Podolski, Ozil, Klose, Cacau e via discorrendo sono lì a testimoniarlo. Poi uno osserva la nazionale italiana. E la questione inizia a farsi interessante.

P.R. – anche – su I mondiali come non li avete mai letti

Avere la testa altrove

Questa notizia ha sicuramente poco a che fare con il Mondiale, se non per il fatto che potrebbe spiegare i motivi per cui una delle papabili stelle della manifestazione abbia fatto flop.

Così oggi Cristiano Ronaldo su Twitter:

“E’ con grande gioia ed emozione che vi annuncio che di recente sono diventato padre e come da accordi presi con la mamma del bambino, che preferisce restare anonima, il piccolo crescerà sotto la mia esclusiva tutela”.

Quando si dice avere la testa altrove…

The same old 4-4-2 di don Fabio

I mondiali sono una grande vetrina: lo sa bene Paris Hilton, e lo sa bene Fabio Capello, completamente ridimesionato dall’avventura mondiale:

the most crushing World Cup defeat in England’s history

Usa queste parole il settimanale News of the World. Ma non finisce qui. Il settimanale ha raccolto una serie di dichiarazioni anonime, rilasciate dai giocatori inglesi, che a questo punto minano la già annunciata permanenza del tecnico italiano alla guida degli inglesi. Se Maradona ha contro la stampa, ma può contare sul sostegno dello spogliatoio, don Fabio è contro tutti:

Everything he’d done before went out the window. It got to the stage where some of us were asking why Fabio had sent his clueless twin brother to manage England during the World Cup.

Tutto quello che don Fabio riuscì a trasmettere allo spogliatoio durante la qualificazione è scomparso, in Sudafrica. Ed è scomparso anche don Fabio, perché in panchina, durante Germania – Inghilterra, c’era un suo gemello.

Se durante le qualificazioni l’attenzione di Capello per i dettagli era quasi maniacale, con visioni ripetute di DVD delle avversarie, in Sudafrica tutta un’altra musica:

During the World Cup that attention to detail was missing. We would have team meetings and we’d watch a DVD of the game we’d just played and go through it. But it didn’t matter what the opposition were playing, we were stuck with the same old 4-4-2 even though nobody believed it was the right way to play.

I giocatori hanno anche notato i sintomi di un crescente nervosismo:

His English grew worse the more angry and frustrated he became.

L’inglese di Capello peggiorava più lui si arrabbiava, e più l’Inghilterra giocava male e con scarso mordente, aggiungiamo noi.

Gli eroi della Roja

A por Ellos - Pepe Caldelas, Pedro Delgado

La Spagna va in semifinale ai Mondiali dopo cinquant’anni ed in terra iberica è gran festa.
D’altronde questa generazione di fenomeni calcistici (Torres, Villa, Fabregas, Iniesta, etc.) ha già regalato un titolo europeo storico agli spagnoli e le premesse per la consacrazione planetaria ci sono tutte.

In occasione dei Mondiali, è stato pubblicato in Spagna perfino un fumetto, A por Ellos,  in cui i “migliori giocatori del mondo” – le mitografie non hanno il senso della misura – vengono convocati su un altro pianeta, per salvare la Terra, giocandosela a pallone con gli alieni.

L’albo scritto da Pepe Caldelas e illustrato, con stile cartoonesco, da Pedro Delgado è pubblicato in Spagna da Panini comics, l’editore europeo della Marvel (Spiderman, X-Men, etc.). Tutta la narrazione rimanda all’universo supereroistico, lo stesso plot è una citazione/adattamento del celebre ciclo delle Guerre Segrete, con cui la Marvel riscrisse il suo universo di eroi alla metà degli anni Ottanta.

E’ chiaro l’intento di strizzare l’occhio, in termini di consumo sportivo, al pubblico teen che da sempre è la forza del fumetto di supereroi americani, come aveva già fatto la campagna dell’Adidas, dedicata a Torres & soci.

E se, nelle cronache mondiali, l’infallibile attaccante David Villa diventa a suon di goal “Villamaravilla” (Villa il meraviglioso), il soprannome sembra, ormai, davvero quello di un membro aggiunto dei Vendicatori o degli X-Men.

M.D. anche per I Mondiali come non li avete mai letti

Prevedere la squadra vincitrice in una sfida tra nazionali

Su Wired di Giugno c’è un articolo sul libro Calcionomica, scritto dal giornalista sportivo Simon Kuper e dall’economista Stefan Szymaski. All’interno del libro i due autori sviluppano un modello basato su statistiche economiche per provare a indovinare le sorti delle sfide tra le nazionali di calcio. Kuper e Szymaski hanno scoperto che, nel 72% dei casi, cioè in tre partite su quattro, si può prevedere il risultato finale utilizzando una formula, che produce una differenza di gol tra i due team, basata su 4 parametri:

  1. dato demografico (pop): una maggiore popolazione corrisponde ad un più grande bacino di utenza
  2. prodotto interno lordo (Pil), al crescere del quale aumentano anche i fondi per la federazione calcistica
  3. esperienza (esp): più si gioca, più bravi si diventa
  4. fattore campo: chi gioca in casa ha un vantaggio

Come funziona la formula?

Su ogni partita tra la  squadra A e la squadra B si può prevedere il risultato finale utilizzando i fattori popPil ed esp, che si sommano in una formula che produce come risultato una presunzione sulla differenza di gol (DG) tra i due team. Tanto per essere chiari:

DG (tra A e B)= 0,137 log [pop(A) / pop(B)] + 0,145 log [Pil(A) / Pil(B)] + 0,739 log [esp(A) /esp(B)

Alla formula si aggiunge un + 0,657 per il fattore campo se le due squadre non giocano in campo neutro. Ad esempio, nel caso dei Mondiali, quel fattore si aggiunge solo se in campo c’è la squadra di casa (la nazionale sudafricana, in questo momento). I due autori hanno provato ad effettuare delle previsione su Sudafrica 2010. E sul tabellone che i due hanno inviato a Wired c’è subito un dato che salta agli occhi: la finale, utilizzando la suddetta formula, dovrebbe essere disputata da Brasile e Serbia. Quest’ultima infatti godrebbe

“di un bonus di esperienza derivante dal suo essere stata la spina dorsale della rappresentativa dell’ex Yugoslavia”.

La composizione del tabellone per quanto riguarda le semifinali appare più realistica:  Serbia VS Spagna e Germania VS Brasile. Magari indovineranno 3 presenti alla semifinale  su 4.
Avremo modo di scoprirlo presto.

P.R. – anche – su I mondiali come non li avete mai letti

Olanda-Brasile è anche la sfida delle maglie ecosostenibili

post tratto interamente da GliItaliani:

Olanda-Brasile non e’ solo uno dei quarti di finale del Mondiale, ma anche la sfida dell’ ecosostenibilità. Si affrontano infatti due Nazionali che hanno in comune lo sponsor tecnico, la Nike, e quindi anche le maglie che per Sudafrica 2010 sono state prodotte, nei rispettivi colori, con materiale che e’ appunto ecocompatibile.
Le casacche della Selecao e dell’Arancia Meccanica – che fra l’altro nella versione ‘replica’ hanno ottenuto ottimi risultati in fatto di vendite nel negozio monomarca a Nelson Mandela Square – sono fatte di poliestere riciclato di 13 milioni di bottiglie di plastica altrimenti destinate alla discarica.
Quando nel febbraio scorso vennero presentate a Londra, all’evento presenziarono campioni del calibro di Cristiano Ronaldo e Pato (poi non convocato da Dunga). Più originale il modo scelto da Robinho, altro ‘testimonial’ Nike, per presentare la seconda maglia del Brasile, quella azzurra con ‘i pallini’ finora mai utilizzata al Mondiale: l’ha indossata al sambodromo durante le sfilate del Carnevale.
Ciascuna maglia, sia olandese che brasiliana (ma anche quelle di Australia, Nuova Zelanda, Usa, Slovenia, Portogallo e Serbia), e’ prodotta grazie all’utilizzo di otto bottiglie d’acqua di plastica.
Complessivamente, sono state riutilizzate 13 milioni di bottiglie d’acqua di plastica in poliestere riciclato al 100%, pari a circa 254 tonnellate di rifiuti altrimenti destinati alla discarica, sufficienti a coprire piu’ di 29 campi da calcio. Se messi in file coprirebbero oltre 3.000 chilometri, ovvero circa l’intera costa del Sud Africa.
Nike ha utilizzato bottiglie di plastica, prelevate da discariche giapponesi e taiwanesi, che sono state fuse insieme per produrre filati che a loro volta sono stati convertiti in tessuto. Questo processo permette di risparmiare materie prime e di ridurre il consumo di energia fino al 30% rispetto alla produzione con poliestere vergine.
Nella versione originale la maglia del Brasile ha lo stemma stampato e non ricamato, perche’ cosi’ hanno voluto i giocatori per evitare ‘fastidi’ sulla pelle. Sui lati delle maglie ci sono ‘bolle’ speciali che servono a facilitare la traspirazione.
Anche questo puo’ servire per vincere il titolo mondiale.

La maglia che avrebbe fatto felice Ravanelli

I bookmaker inglesi, qualche giorno prima dei mondiali, avevano chiesto ai propri scommettitori quale sarebbe stata l’esultanza dopo la prima rete realizzata a Sudafrica 2010. Tra le varie quote collegate alle possibili esultanze (“bacio sulla maglia” a 3.50,  “togliersi la maglietta” a 5.50,”ringraziamento a Dio” a 8.00) era pure prevista “la maglietta sopra la testa alla Ravanelli”, data a 13.00. E a proposito di quest’ultimo caso, ecco a voi delle magliette che avrebbero fatto felice Penna Bianca, se fosse stato olandese:

P.R. – anche – su I mondiali come non li avete mai letti