La cosa bella dei Mondiali è che si vendono televisori. Se ne vendono a pacchi, di televisori quando ci sono i Mondiali e io di lavoro vendo i televisori dell’Euronics. Il mio lavoro lo faccio bene, io mi studio il volantino coi prezzi, le caratteristiche dei modelli, poi memorizzo tutto e quando vieni a chiedermi un televisore, io so venderti il televisore adatto a te. Roba che in pochi sanno fare, e io la faccio.
La mia ragazza si chiama Greta, ha 20 anni e fa l’Università per prendere la laurea. Io la Greta la amo perchè è una brava ragazza, abita vicino a casa mia e da piccolo quando la incontravo non la salutavo nemmeno che avevo paura, anche se avevo tre anni più di lei.
Quando ci sono i Mondiali per vendere i televisori appendiamo le bandierine dell’Italia per tutto l’Euronics, all’ingresso mettiamo uno zerbino di prato verde finto con le righe bianche finte del centrocampo così che un cliente quando entra capisce già che ci sono i Mondiali e gli viene la voglia di prendere il televisore. Io lo aiuto in questa scelta, e lo faccio bene.
La mia ragazza Greta dice che si è messa con me perchè sono un bravo ragazzo di tre anni più grande di lei. La amo. Io vorrei avere un contratto a sei mesi da Euronics per amarla meglio, per prenotare le vacanze ad agosto e non solo un week-end al mare che è comunque bello. Alla Greta piace il mare.
Appena arrivano i nuovi depliant io me li studio tutti. I miei colleghi non lo fanno ma io ci tengo a fare il mio lavoro con precisione, anche se ho un contratto a tre mesi per volta, anche se la nuova polo dei Mondiali che ci hanno dato ha una taglia in meno. Mi hanno detto che sono io che ho una taglia in più, che sono ingrassato ultimamente, che forse ai clienti non piaccio perchè sono grasso ma io lo so che sono meglio degli altri, io i depliant me li studio e so tutte le caratteristiche dei televisori.
La Greta mi dice sempre che sono bello ma io non ci credo. Le dico di sì per non farla arrabbiare perchè poi mi dispiace. Capisco quello che è bello e quello che non lo è, come un televisore, non ci vuole poi tanto. L’importante è saperlo di esserlo, ecco tutto. E sapere poi che anche se un televisore è brutto c’è sempre un cliente per cui è adatto, e questa cosa la puoi sapere solo se leggi con attenzione i depliant dell’Euronics, non tutti lo fanno e non tutti lo capiscono.
Quando l’Italia ha perso i Mondiali è iniziata la crisi. Noi speravamo tutti che l’Italia vincesse i Mondiali perchè così finalmente gli italiani erano contenti e compravano tante cose come le magliette dell’Italia, le vuvuzela dell’Italia, la Gazzetta che parla dell’Italia, i dvd delle partite dell’Italia e i televisori per guardarli. Ma l’Italia ha perso i Mondiali quindi tutto questo non succede ed è brutto dover aspettare ancora quattro anni per immaginare di stare un poco meglio sognando che l’Italia vinca i Mondiali. Le Olimpiadi non valgono niente, da questo punto di vista.
Non tutti capiscono che a volte si può star male. Star male a volte, può far bene, se la persona o la cosa per cui si sta male, capisce questa cosa del fatto che stai male. Se però non se ne accorge nessuno che stai male e nessuno capisce quello che sei diventato col dolore, è un pò come star male per niente, e quindi star male ancora di più, sentire più dolore. Allora mi metto a leggere il depliant pubblicitario dell’Euronics, studio tutti i modelli dei televisori, li memorizzo e appena arriva un cliente gli mostro quanto è bello fare il mio lavoro.
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Il vantaggio di essere stato bocciato quattro anni fa è quello che quest’anno non ho nulla da festeggiare. Non mi piacciono le feste, i regali mi imbarazzano, mi infastidisce stare insieme a tanta gente. Non ho paura degli altri, credo, solo che preferisco stare da solo. La maturità mi toccherà farla l’anno prossimo, questo non ci piove, ma perlomeno quest’anno non sono costretto a gioire della mia promozione e al contempo essere costretto alla felicità da una serie di eventi che mi avrebbero messo a disagio come al dover festeggiare la vittoria dell’Italia ai Mondiali, scendere in piazza a Busto Arsizio (VA) a festeggiare dipinto d’azzuro in faccia con cento trombette nelle orecchie e mille e passa voci che cantano ovunque inni d’Italia canzoni di vittoria e notti magiche dove ragazze hanno le canottiere più belle del mondo e non sono interessate al fatto che tutti qui stiano fissando le loro tette perchè l’Italia ha vinto i Mondiali e anche se ci sono eserciti di canottiere azzurre bagnate di acqua spumante cocacole dove affiorano capezzoli in fondo tutto questo accade solo quando si vincono i Mondiali e quelli dei palazzi attorno alla piazza non urlano di fare silenzio perchè alla vittoria dei Mondiali siamo tutti contenti, anche quelli che spesso rompono i coglioni e almeno questa notte spero che qualcuno faccia finta di amarmi, almeno per un pò.
Oggi rimango a letto e aspetto il postino. Non mi alzo, no. Sto a letto, penso a qualcosa, aspetto il postino. Prendo tutte le buste, divido le lettere dalle bollette, magari è arrivata già qualche cartolina. La lettera della scuola la metto sul tavolo, sì, sul tavolo la lascio. Steso sul letto mi fanno compagnia le macchie di umidità sul soffito: mi piace come riescano a trasformarsi in tante figure, sono come delle nuvole sporche che abitano in casa mia. La macchia d’umidità si trasforma nel suono di un campanello, è arrivato il postino.
Quando vai alle medie la cosa fondamentale è avere qualcosa di importante da dire all’intervallo. L’ho imparato in poco tempo questo. Una cosa importante da dire ad esempio da martedì a venerdì è l’ultima puntata di Dragonball, oppure il lunedì è meglio parlare del sabato notte passato con Playboy Late Night. Per trovare sempre argomenti nuovi bisogna imparare a guardare le cose.
Roberto Baggio è mio cugino. Ho sette anni, i capelli corti, frequento la Scuola Elementare di Solbiate Olona (VA). Mi chiamo Paolo. Roberto Baggio ha trentadue anni, i capelli con il codino di Roberto Baggio, frequenta la squadra di calcio dell’Italia.