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Mettere la parola fine

Doveva arrivare la fine dei Mondiali e la fine di questo blog. Lo avevamo detto sin dall’inizio, ma l’eterno dilemma di quando finisce un amore si è rinnovato: taglio netto, sì, ma come?

Sono passate quarantotto ore dalla finale, e ho letto alcuni articoli di qualche giornalista (vero, mica come noi… si scherza, eh) che si chiede cosa ci è rimasto di questo Mondiale? Io la risposta ce l’ho prontissima, e quasi speravo che qualcuno mi facesse la domanda. A me è rimasto I mondiali come non li avete mai letti, un’esperienza che non dimenticherò, per quanto mi sono divertito, e per quanto mi è piaciuto vedere messi assiemi così tanti contributi (centoventidue post), che dalla leggerezza della descrizione di un tunnel durante un torello in allenamento arrivavano a trattare del futuro dell’Africa, dei problemi e delle potenzialità delle seconde generazioni di immigrati e, naturalmente, delle partite giocate. Sensibilità diverse, interessi diversi, stili diversi, ma un unico filo conduttore: il calcio, anzi, i Mondiali di calcio.

E se a me rimarrà il ricordo di questo blog non posso che ringraziare chi ha scelto di renderlo vivo assieme a me. Un grazie di cuore, perché questo Mondiale, vissuto così, è stato più bello (nonostante la disastrosa spedizione azzurra). Ora tutto ciò che abbiamo scritto rimarrà qui, scolpito e custodito dal web, e io, ogni tanto, me lo farò un giro.

S.C.

Extracomunitari dimezzati: protesta la Lega

Avete letto bene: però è la Lega Calcio.

P.S. - anche – su I mondiali come non li avete mai letti

Muller e Ozil, sono loro la chiave

Come quattro anni fa. Anche in Germania i quarti di finale misero in campo, in una sola volta, cinque Coppe del Mondo: 3 tedesche e 2 argentine. Solo ai calci di rigore la Germania riuscì a spuntarla.

Germania e Argentina si troveranno ancora di fronte, ancora per i quarti di finale. Maradona, protagonista assoluto di questo mondiale, la vive con serenità:

Sono tranquillo, i nostri piedi sono meglio dei loro.

Senza alcun dubbio è difficile eguagliare il tasso tecnico argentino, che può contare sulla qualità di giocatori come Messi, Higuain, Di Maria e dello stesso Tevez, il Rooney sudamericano. Questa Argentina, però, un punto debole ce l’ha, ed è la linea difensiva. Fuori The Wall, Walter Samuel, la coppia Burdisso-Demichelis non sembra granitica. E gli esterni sono bloccati, faticano a spingere.

La prima rappresentativa in grado di mettere in difficoltà questa Argentina potrebbe essere proprio la Germania. Ozil (nella foto) e Muller giocano tra le linee (difensiva e di centrocampo), toccano quantità industriali di palloni, hanno l’assist facile e si buttano negli spazi. L’incubo per qualsiasi difesa non perfettamente registrata e, peraltro, con due esterni che non obbligheranno (soprattutto) Muller a compiti di copertura.

C’è poi da aggiungere che da questa Germania nessuno si aspetta nulla. Dall’Argentina, ci si aspetta la vittoria finale. Di solito, sotto questo punti di vista, il vantaggio è per gli sfavoriti.

MessiKO

Il gioco corale del giovane Messico contro le indivualità della stellare Argentina. Vincono i gauchos, sfruttando le loro giocate e gli errori altrui (avversari e terna arbitrale: gli italiani Rosetti e Ayroldi, quindi un’altra brutta figura per la nostra federazione). Messi non segna ancora. In compenso assistiamo ad un supergoal da parte di Tevez, il giocatore che per temperamento si può considerare l’erede di Diego Maradona. Il 3 a 1 finale è comunque troppo pesante per quanto visto (e non visto da Rosetti) sul campo.

P.S.

Amargol…

Esattamente 40 anni fa… Ricordi di bambino ancora vivi: brrrrividi

P.S.

Perché così non li avete mai letti

Perché non siamo giornalisti.

Perché scriviamo quello che ci pare, quando ci pare e come ci pare.

Perché ci piace il calcio, e ci piacciono ancora di più i mondiali.

Perché la gioia per un gol segnato è più grande se condivisa. E noi, qui, la condivideremo.

Perché non ci ricaviamo nulla di materiale: vogliamo solo moltiplicare emozioni.

Perché siamo aperti ai contributi di tutti: un commento, e sarete ricontattati.

Perché questo blog chiuderà il 12 luglio. Ciò che rimarrà sarà il ricordo, scolpito sul web, di un altro grande Mondiale di calcio.